questo non ha la pretesa di essere un blog che proponga letture interessanti.
vuole soltanto essere il mio blog.
e mi assumo la responsabilita' che tutto questo implica.
24/07/2006
pre log del futuro b-log..............
non siamo capaci di trovare un nome..........cassso(p)
perché Giuann' '0 ricchion' +nu part+e
cip(-A)
e boghi one cenobi da sempre fastidiooooooooooooooooo
NO e' RICCHIONE
NO è normale CHE è RICCHIONE
PEPP' CONFERM'(PASTE E INCOLLA)
22/07/2006
appuntamento alle 10.00 con la cliente
cosa rilassata
alle 10.07 squilla il mio cell...
"a che ora vieni? no, perche' io alle 11.30 devo andare via... poi ci mettiamo molto tempo a fare...?"
alle 10.20 ero li'...
ieri sera festa di laurea di tonia
ho conosciuto giovanna
ho conosciuto le amiche di tonia di cui non ricordo il nome...
e ho bevuto "una" bottiglia di vino bianco con giovanni, elio, angelo e paolo
poi cazzeggio notturno
chiamato roberta che non ha risposto (dice dormiva!)
poi a casa non so come ci sono arrivato messo tutto in ordine: tipo, chiavi li', soldi' la' patente di la' e vestiti al solito sulla poltrona (non sul pavimento perche' non ero in camera mia ma nello studio)
e alla fine tutto questo per dire che mi scoppia ancora la testa... quel liquore a mela verde mi ha distrutto!
e mangiato anche un bel po'
dopo metto su i pesi e li faccio ma giusto un po
22/07/2006
miles davis che suona nel lettore ciddì
la testa che cerca di liberarsi
la mente che non vuole sapere niente
la voce assente, ma quando presente gracchia ad un livello più basso del normale del solito del conosciuto
giro in mutande per casa
a piedi nudi
cerco un appiglio
"tutti hannno bisogno di qualocsa per restare a galla"
e mi restano impresse poche immagini e poche voci e pochi eventi di ieri sera
cerco di dimenticarle
cerco di non ricordarmene
"love songs" suonate da miles davis
non ci sono canzoni d'amore per me
lo sostituisco subito (la prima canzone non è ancora finita) con un ciddì di capareza e ancora devo capire se sia graffiato perce' si dis-connette e ri-connette di continuo come la mia memoria
gracchia come la mia voce
saltella come i miei piedi
28/06/2006
Io che non ho capito niente
Tu che non mi basti mai
E mi dai tutto
Io che non so fermare il tempo
Tu che non mi vedi mai
E sono dappertutto
Scendi dal mio letto scendi
Scendi dal mio letto scendi
L’amore e’ bello solo se lo fai con me
Allora che ti meravigli
Come l’estate piena di luce
Tornera’ la nostra storia
Ora e per sempre senza grida
Come un bacio
Come la pioggia il sentimento
Spegnera’ la nostra rabbia
Solo una goccia
Sopra il viso
Poi ancora il sole
Io che non so
Lasciarti e vivere
Tu che non mi ascolti mai
E parli a vanvera
Tu che accendi e pieghi il desiderio
Si’ decidi solo tu
Mi fai passar la voglia
Scendi dal mio letto scendi
Scendi dal mio letto scendi
L’amore e’ bello solo se lo fai con me
Allora che ti meravigli
Come l’estate piena di luce
Tornera’ la nostra storia
Ora e per sempre senza grida
Come un bacio
Come la pioggia il sentimento
Spegnera’ la nostra rabbia
Solo una goccia
Sopra il viso
Poi ancora il sole
IO di Gianna Nannini
26/06/2006
h01.58
menti ottuse prodotte in serie
acuminate dal pregiudizio
25/06/2006
don't save me... kill me
don't love me... kill me
25/06/2006
sei soltanto un pensiero
sei un magnete senza piu 'forza
forse non ne hai mai avuta
ero io ad eleggerti dio o suo vice
ero io a darti anima
corpo
voce
dimostrami che mi sbaglio
pensiero
19/06/2006
E' meglio la delusione vera di una gioia finta
ma quando la delusione cresce la pressione aumenta
sarà che la pioggia batte forte sulla mia finestra
sarà che alla fine della notte mi chiedo cosa resta.
Però poi arrivi tu, ti siedi dove vuoi e butti giù
la mia malinconia di vivere e tutto sembra già possibile per me.
Preso dentro al buio che avanza, vieni tu a dare luce al mio giorno
trascinato sotto dall'onda, ho rincorso un mondo nuovo
la tua mano tesa mi è apparsa, e adesso sto risalendo
per favore non fermarti ora.
Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna
e ora che è già il futuro più nessuno se ne cura
capita che mi sveglio all'alba quando l'aria è fresca
pensando alle mie illusioni di un'estate ormai persa.
Però poi arrivi tu, ti siedi dove vuoi e butti giù
la mia malinconia di vivere e tutto sembra già possibile per me.
Preso dentro al buio che avanza, vieni tu a dare luce al mio giorno
trascinato sotto dall'onda, ho rincorso un mondo nuovo
la tua mano tesa mi è apparsa, e adesso sto risalendo
per favore non fermarti ora.
Quasi mille miglia, più lontano io sono,
bella mia sogna, fino a quando io tornerò.
Quasi mille miglia, più lontano io sono,
bella mia sogna fino, a quando io tornerò.
Preso dentro al buio che avanza, vieni tu a dare luce al mio giorno
trascinato sotto dall'onda, ho rincorso un mondo nuovo
la tua mano tesa mi è apparsa, e adesso sto risalendo
per favore non fermarti ora.
Preso dentro al buio che avanza,
trascinato sotto dall'onda,
la tua mano tesa mi è apparsa, e adesso sto risalendo.
Il Mondo Nuovo di Neffa
16/06/2006
I tulipani sono troppo eccitabili, è inverno qui,
guarda quanto ogni cosa sia bianca, quieta e innevata.
Imparo la pace, mentre si posa quieta a me vicina
come la luce su questi muri bianchi, questo letto, queste mani.
Non sono nessuno; niente a che fare con le esplosioni.
Ho dato il mio nome e i vestiti alle infermiere
la mia storia all'anestesista e il mio corpo ai chirurghi.
Hanno appoggiato la mia testa tra cuscino e bordo del lenzuolo
come un occhio fra palpebre bianche che non si chiuderanno.
Stupida pupilla, di tutto deve fare incetta.
Le infermiere passano e ripassano, non disturbano,
passano come i gabbiani verso terra nelle loro cuffie bianche,
facendo cose con le mani, uguali l'una all'altra,
così che è impossibile dire quante siano.
Il mio corpo è un sasso per loro, vi si apprestano come l'acqua
ai sassi sui quali deve scorrere, levigandoli garbata.
Mi danno il torpore con i loro aghi luccicanti, mi danno il sonno.
Adesso ho perduto me stessa sono stanca di bagagli -
la mia borsa di pelle come un nero portapillole,
mio marito e il bambino sorridono nella foto di famiglia;
i loro sorrisi mi agganciano la pelle, piccoli ami sorridenti.
Ho gettato cose in mare, io cargo di trent'anni
tenacemente attaccata al mio nome e indirizzo.
Hanno strofinato via tutti i miei affetti.
Impaurita e denudata sulla plastica verde della barella
ho guardato la mia teiera, il comò della biancheria, i miei libri
affondare lontani, e l'acqua arrivarmi sopra la testa.
Sono una suora adesso, mai stata così pura.
Non volevo fiori, volevo soltanto
sdraiarmi a palme in su completamente vuota.
Come si sia liberi, non avete idea quanto liberi -
la pace è così grande che abbaglia,
non chiede nulla, un'etichetta col nome, qualche bazzecola.
Con questa, alla fine, chiudono i morti; li immagino
masticarsela come un'ostia da Comunione.
I tulipani sono troppo rossi in primo luogo, mi feriscono.
Anche attraverso la carta da regalo li sentivo respirare
piano, attraverso la bianca fasciatura, come un bimbo mostruoso.
Rossastri parlano alla mia ferita, le rispondono.
Sono traditori: sembrano ondeggiare, anche se mi tirano giù,
scompigliandomi con le loro lingue inattese e il colore,
una dozzina di rossi piombi intorno al mio collo.
Prima nessuno mi sorvegliava, adesso sono sorvegliata.
I tulipani si voltano verso di me, e la finestra dietro
dove quotidianamente la luce si allarga e si assottiglia,
io mi vedo, piatta, ridicola, ombra di carta ritagliata
fra l'occhio del sole e gli occhi dei tulipani,
non ho faccia, ho voluto cancellarmi.
I vividi tulipani consumano il mio ossigeno.
Prima che arrivassero l'aria era abbastanza calma,
pulsava, respiro dopo respiro, senza scompiglio.
Poi i tulipani l'hanno riempita di un gran rumore.
Ora l'aria spinge e gli vortica attorno come un fiume
spinge e vortica attorno a una macchina rosso-ruggine affondata.
Concentrano la mia attenzione, che era felice
giocando e riposando senza impegnarsi.
Anche i muri sembrano riscaldarsi tra loro.
I tulipani dovrebbero stare dietro le sbarre come bestie pericolose;
si aprono come la bocca di un grosso felino africano,
ed io mi accorgo del mio cuore: apre e chiude
la sua ampolla di rossi boccioli per vero amor mio.
L'acqua che assaggio è calda e salata come il mare,
e viene da un paese lontano come la salute.
I TULIPANI DI SYLVIA PLATH